“Quante ecografie devo fare?” È una delle prime domande che ogni futura mamma si pone, soprattutto alla prima gravidanza. La risposta che si trova in giro è confusa: amiche e parenti raccontano di sei o sette ecografie fatte nel corso della gestazione, alcune cliniche private offrono pacchetti con controlli mensili, altri studi propongono ecografie ricorrenti “per vedere il bambino crescere”. Il risultato è che molte donne arrivano alla gravidanza convinte che più ecografie significhi automaticamente più sicurezza, e si stupiscono quando il proprio ginecologo o le linee guida nazionali raccomandano un numero molto più contenuto di esami.
La realtà clinica è diversa, e nel marzo 2026 l’Istituto Superiore di Sanità ha aggiornato le linee guida nazionali sulla gravidanza fisiologica, ridisegnando in modo chiaro quali ecografie sono raccomandate, quando, e con quali obiettivi. Capire questo schema non serve solo per evitare esami inutili: serve soprattutto per riconoscere il valore reale degli esami che vengono fatti perché ogni ecografia, in ogni momento della gravidanza, ha un obiettivo clinico preciso e un significato che cambia.
In questo articolo proviamo a fare chiarezza: quali sono le ecografie davvero raccomandate, cosa si vede in ognuna, perché si fanno proprio in quel momento e cosa è cambiato con le ultime linee guida.
Le ecografie non sono “una sola, ripetuta”: ognuna ha un obiettivo diverso
La prima cosa da chiarire è che parlare genericamente di “fare un’ecografia” in gravidanza è fuorviante. Le ecografie ostetriche non sono tutte uguali. Ne esistono tipologie diverse, eseguite in momenti specifici della gestazione, con obiettivi clinici distinti, parametri da misurare differenti e tempi di esecuzione molto vari.
Un’ecografia di datazione al primo trimestre dura tipicamente 15-20 minuti e si concentra su pochi parametri molto specifici. Un’ecografia morfologica al secondo trimestre può durare anche 45 minuti o più, perché prevede l’analisi sistematica di tutti i distretti anatomici del feto. Un’ecografia di accrescimento al terzo trimestre ha ancora un altro focus: valutare come il feto sta crescendo e come stanno funzionando placenta e liquido amniotico.
Confondere questi tre esami, pensare che siano “lo stesso esame ripetuto in momenti diversi” è uno degli equivoci più diffusi e produce due conseguenze opposte: chi pensa che siano sostituibili tende a sottovalutare l’importanza specifica della morfologica; chi pensa di “averla già fatta” può non capire perché serve farla di nuovo. Ogni ecografia ha un suo momento e un suo motivo, ed è proprio il rispetto di questa logica che rende il monitoraggio della gravidanza efficace.
Cosa è cambiato nel 2026: le nuove raccomandazioni nazionali
Le linee guida nazionali sulla gravidanza fisiologica aggiornate dall’Istituto Superiore di Sanità a marzo 2026 hanno introdotto alcune modifiche rilevanti rispetto al passato, allineandosi alle migliori evidenze scientifiche internazionali. I punti più importanti:
- L’ecografia del primo trimestre è ora raccomandata in modo esplicito per la datazione precisa, l’identificazione di malformazioni precoci e il calcolo del rischio di anomalie cromosomiche (in combinazione con il test combinato o il DNA fetale);
- Lo screening delle anomalie cromosomiche è raccomandato a tutte le donne in gravidanza, non solo a quelle con fattori di rischio. Le opzioni sono il test combinato (translucenza nucale ecografica + esami biochimici) o il test del DNA fetale (NIPT, su sangue materno);
- L’ecografia morfologica al secondo trimestre rimane il pilastro centrale del percorso, da effettuare tra 19+0 e 21+6 settimane;
- L’ecografia del terzo trimestre non è più raccomandata di routine nelle gravidanze fisiologiche: si esegue solo in presenza di indicazioni cliniche specifiche;
- Per il monitoraggio dell’accrescimento fetale nel terzo trimestre, in assenza di indicazioni ecografiche specifiche, è raccomandata la misurazione del fondo uterino (distanza tra sinfisi pubica e fondo dell’utero) a partire dalle 24 settimane.
Questo significa, in pratica, che il percorso ecografico raccomandato in una gravidanza fisiologica prevede oggi due ecografie strutturate (primo e secondo trimestre), eventualmente integrate da esami aggiuntivi solo in presenza di specifiche indicazioni cliniche. È un numero molto inferiore a quello mediamente eseguito in Italia, dove si arriva spesso a sei ecografie per gravidanza, la metà delle quali, dal punto di vista clinico, non porta informazioni aggiuntive utili.
I LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) prevedono in regime gratuito due ecografie ostetriche durante la gravidanza fisiologica (primo e secondo trimestre), in linea con le raccomandazioni delle linee guida.
Ecografia del primo trimestre (11+0 — 13+6 settimane)
È il primo controllo ecografico strutturato della gravidanza, da eseguirsi in una finestra temporale precisa: tra le 11 settimane e 0 giorni e le 13 settimane e 6 giorni. Non si tratta di una scelta arbitraria: in questo specifico intervallo è possibile valutare contemporaneamente parametri che prima sono troppo precoci e dopo non sono più rilevabili.
Gli obiettivi principali di questo esame sono:
- Datazione precisa della gravidanza: la misurazione della lunghezza vertice-sacro (CRL, in questa fase compresa tra 45 e 84 mm) permette di stabilire l’epoca gestazionale con un margine di errore di pochi giorni. Questa datazione è quella di riferimento per tutto il resto della gravidanza, anche per stabilire la data presunta del parto;
- Conferma del numero di feti: identifica gravidanze gemellari e, in caso, il tipo di placentazione (monocoriale o bicoriale), che ha implicazioni cliniche importanti;
- Identificazione di malformazioni precoci: alcune anomalie strutturali importanti sono già visibili in questa epoca;
- Misurazione della translucenza nucale: lo spessore di liquido nella regione nucale del feto, parametro fondamentale per il calcolo del rischio di anomalie cromosomiche (in particolare la trisomia 21);
- Valutazione di altri marker: presenza dell’osso nasale, flusso ematico in alcuni distretti, attività cardiaca fetale.
Questi parametri ecografici, integrati con l’esame del sangue materno (test combinato) o con il test del DNA fetale (NIPT) eseguibile dalle 10 settimane su un campione di sangue materno, permettono di definire un profilo di rischio per le principali anomalie cromosomiche. La novità delle linee guida 2026 è che questo screening è raccomandato a tutte le donne in gravidanza, non solo a quelle considerate “a rischio”.
Ecografia morfologica del secondo trimestre (19+0 — 21+6 settimane)
È l’ecografia clinicamente più importante della gravidanza, e viene effettuata in una finestra temporale molto specifica: tra le 19 settimane e 0 giorni e le 21 settimane e 6 giorni. Anche qui, la finestra non è arbitraria: in questo intervallo gli organi e i distretti anatomici fetali sono sufficientemente sviluppati da essere valutati ecograficamente, ma il feto è ancora abbastanza piccolo da poter essere studiato in modo sistematico.
L’obiettivo principale è la valutazione anatomica completa del feto, distretto per distretto. L’esame analizza in modo sistematico:
- Sistema nervoso centrale: cervello, ventricoli cerebrali, cervelletto, colonna vertebrale;
- Volto: profilo, labbra, palato, orbite, ossa nasali;
- Torace: cuore (con studio delle quattro camere e dei vasi principali), polmoni, diaframma;
- Addome: stomaco, reni, vescica, parete addominale, intestino;
- Apparato scheletrico: arti, mani, piedi, ossa lunghe;
- Biometria fetale: misurazione di parametri standard (diametro biparietale, circonferenza cefalica, circonferenza addominale, lunghezza del femore) per stimare il peso e verificare la coerenza dell’accrescimento con l’epoca gestazionale;
- Annessi fetali: posizione e morfologia della placenta, quantità di liquido amniotico, inserzione del cordone ombelicale.
Per la complessità e la sistematicità dell’esame, l’ecografia morfologica richiede tempo (può durare 45 minuti o più), una formazione specifica dell’operatore e apparecchiature ad alta risoluzione. La possibilità di identificare malformazioni in questa fase è fondamentale per pianificare in modo adeguato il proseguimento della gravidanza, il parto, e quando opportuno, l’eventuale presa in carico neonatale precoce.
È importante essere consapevoli che l’ecografia morfologica non è onnipotente: alcune malformazioni non sono identificabili ecograficamente, altre si manifestano solo più avanti nella gravidanza, alcune anomalie cromosomiche o genetiche non hanno espressione ecografica. Un’ecografia morfologica con esito favorevole riduce la probabilità di anomalie strutturali maggiori, ma non la annulla. Le linee guida raccomandano di affiancare la morfologica con il counselling genetico e con gli altri test di screening previsti dal percorso.
Ecografia del terzo trimestre: oggi solo se indicata
È qui che le nuove linee guida 2026 hanno introdotto la modifica più rilevante. Per anni l’ecografia del terzo trimestre, eseguita tipicamente tra le 30 e le 34 settimane, è stata considerata parte del percorso standard di ogni gravidanza italiana. Le evidenze scientifiche più recenti hanno mostrato che, nelle gravidanze fisiologiche senza fattori di rischio specifici, l’ecografia di routine del terzo trimestre non migliora gli esiti rispetto al monitoraggio clinico (che include la palpazione dell’addome, la misurazione del fondo uterino, l’auscultazione del battito cardiaco fetale, la valutazione dei movimenti fetali).
L’ecografia del terzo trimestre rimane fortemente indicata in presenza di condizioni cliniche specifiche:
- sospetto di accrescimento fetale ridotto o eccessivo;
- diabete gestazionale o ipertensione in gravidanza;
- placenta in posizione anomala identificata in precedenza;
- storia ostetrica precedente significativa;
- riduzione dei movimenti fetali percepita dalla madre;
- altre indicazioni cliniche valutate dal ginecologo.
In questi casi, l’ecografia del terzo trimestre fornisce informazioni essenziali su accrescimento fetale, presentazione (cefalica, podalica, trasversa), funzione placentare, quantità di liquido amniotico e, quando indicato, flussimetria con doppler dei vasi materno-fetali.
Le ecografie aggiuntive: quando hanno senso e quando no
In Italia molte donne arrivano a fare 5, 6 o anche 7 ecografie nel corso di una gravidanza fisiologica, ben oltre le indicazioni delle linee guida. Una parte di queste ecografie aggiuntive è giustificata da effettive indicazioni cliniche emerse durante il percorso. Una parte significativa, però, viene fatta per altre ragioni: voglia di “vedere il bambino”, desiderio di tranquillità tra un controllo e l’altro, ansia che si placa solo davanti all’immagine, in alcuni casi pacchetti commerciali offerti da strutture private.
È importante essere consapevoli di un punto: l’ecografia ostetrica non è un esame “neutro”. Ha un valore clinico quando viene fatta nei momenti giusti per gli obiettivi giusti. Ripetuta in modo non strutturato, oltre a non aggiungere informazioni cliniche significative, può aumentare la probabilità di trovare reperti dubbi che generano ansia e ulteriori esami senza un reale beneficio.
Le ecografie aggiuntive che hanno un solido razionale clinico sono quelle eseguite per indicazioni specifiche: chiarire un dubbio emerso da un esame precedente, monitorare una condizione identificata, valutare un sintomo riferito dalla madre. Le ecografie ripetute “per controllo” senza una specifica domanda clinica, oltre a non essere raccomandate, contribuiscono a quel sovraccarico di esami non necessari che la medicina basata sulle evidenze sta cercando da anni di ridurre.
La qualità tecnologica fa la differenza
Tutto il discorso fatto finora, sui momenti giusti, sugli obiettivi specifici, sulla ricchezza informativa di ogni esame, presuppone una condizione che spesso si dà per scontata: la qualità dell’apparecchiatura ecografica e la formazione dell’operatore. Un’ecografia eseguita con strumentazione obsoleta o da un operatore con formazione limitata può non essere in grado di rilevare reperti che un esame eseguito in condizioni ottimali identifica con chiarezza.
Al Centro Medico Major gli esami ecografici vengono eseguiti con apparecchiature Esaote MyLab9 eXP, una piattaforma di livello premium che offre risoluzione di immagine elevata, tecnologia HD, e prestazioni di alto profilo per gli studi di approfondimento. Il vantaggio per la paziente è doppio: immagini più chiare e dettagliate, e un referto immediato, discusso direttamente con il medico al termine dell’esame.
Il monitoraggio ostetrico-ginecologico al Centro Medico Major
Per le pazienti che cercano un punto di riferimento per il monitoraggio della gravidanza, il Centro Medico Major offre la visita ostetrico-ginecologica con ecografia integrata. È un percorso pensato per accompagnare la donna nella gravidanza fisiologica, all’interno di un centro multidisciplinare in cui sono disponibili anche analisi di laboratorio per gli esami del sangue di routine, valutazioni di altre specialità mediche quando necessario, e colloqui psicologici di supporto durante la gravidanza, una fase in cui anche il benessere emotivo merita attenzione.
Per le ecografie ostetriche specialistiche di secondo livello, in particolare la morfologica del secondo trimestre, che richiede competenze e tempistiche dedicate, il ginecologo di riferimento del centro indirizza la paziente alle strutture appropriate, garantendo continuità nel resto del percorso assistenziale.
Un buon percorso di monitoraggio della gravidanza non si misura tanto dal numero di ecografie fatte, quanto dalla qualità della relazione clinica con il professionista che ti segue: la possibilità di porre domande, di ricevere informazioni chiare in ogni fase, di essere accompagnata in modo competente e rassicurante per nove mesi e oltre. È esattamente questo il modello di presa in carico che il centro propone.
Per prenotare
Se sei in gravidanza o stai pianificando una gravidanza e cerchi un punto di riferimento ostetrico-ginecologico per il tuo monitoraggio, o se hai dubbi su quali controlli sono davvero indicati nella tua situazione specifica, prenota una visita ostetrico-ginecologica al Centro Medico Major. Contattaci direttamente oppure prenota su MioDottore. Puoi conoscere prima il nostro team sanitario per scegliere il professionista più adatto al tuo percorso.