La prevenzione cardiovascolare ha un problema di immagine. Tutti ne riconoscono l’importanza, pochi la praticano davvero. Il cuore, quando funziona bene, è silenzioso: non manda promemoria, non chiede conferme, non fa sentire che esiste. E proprio per questo molte persone arrivano a un controllo cardiologico solo dopo i 50 o 60 anni, spesso spinte da un sintomo che ha già acceso un campanello d’allarme, o da una notizia in famiglia. Eppure le malattie cardiovascolari restano la prima causa di morte in Italia e nel mondo, e gran parte degli eventi acuti, secondo le evidenze scientifiche, potrebbe essere prevenuto agendo per tempo su pochi fattori chiari e su controlli mirati.
La buona notizia è che la prevenzione cardiovascolare non richiede esami complicati né percorsi tortuosi. Si fonda su una manciata di valori da conoscere, alcuni controlli ben scelti in base all’età e ai fattori di rischio, e su una visita specialistica che, quando è il momento, dà un quadro completo. Il problema, semmai, è che spesso non si sa da dove cominciare. Proviamo a fare ordine.
Il rischio cardiovascolare: non un singolo numero, una combinazione
Per molto tempo le persone hanno pensato al rischio cardiovascolare in termini di un singolo valore: “il colesterolo”, “la pressione”. È un modo di vedere la salute del cuore che oggi sappiamo essere incompleto. Il rischio cardiovascolare reale di una persona è il prodotto di più fattori che si combinano e si influenzano a vicenda. Conoscerli è il primo passo della prevenzione.
I principali fattori di rischio modificabili (cioè quelli su cui possiamo intervenire) sono:
- l’ipertensione arteriosa, spesso silenziosa per anni;
- l’aumento del colesterolo, in particolare di quello “cattivo” (LDL), e dei trigliceridi;
- il diabete e le alterazioni della glicemia;
- il fumo di sigaretta, il fattore singolo a maggior impatto evitabile;
- il sovrappeso e l’obesità, soprattutto quando il grasso si accumula a livello addominale, in un quadro di infiammazione cronica di basso grado che ha effetti sistemici. Ne abbiamo parlato approfonditamente nell’articolo dedicato a sovrappeso e infiammazione cronica;
- la sedentarietà;
- una dieta squilibrata, povera di vegetali e ricca di sale e grassi saturi;
- lo stress cronico non gestito, che ha un impatto diretto su pressione, frequenza cardiaca e infiammazione, come abbiamo descritto parlando degli effetti dello stress cronico sul corpo.
Accanto a questi ci sono i fattori non modificabili: l’età, il sesso (gli uomini sono più a rischio in giovane età, le donne recuperano dopo la menopausa, con una transizione di cui abbiamo parlato a proposito di menopausa e salute della donna) e la familiarità per malattie cardiovascolari, soprattutto se si sono manifestate in età precoce nei parenti diretti.
Il punto è che ognuno di questi fattori preso da solo può essere modesto, ma la loro somma può cambiare in modo significativo il rischio individuale. Per questo il cardiologo non guarda mai un singolo valore fuori contesto, ma il quadro completo.
I controlli di base: valori che dovremmo conoscere tutti
Esistono pochi numeri che ognuno, superata una certa età o in presenza di familiarità, dovrebbe conoscere e monitorare nel tempo.
La pressione arteriosa è il primo. Misurarla periodicamente (e farlo correttamente: seduti, a riposo, dopo qualche minuto di calma, con un apparecchio validato) intercetta una delle condizioni a maggior impatto sul rischio cardiovascolare, e che può rimanere senza sintomi per anni. Una misurazione occasionale dal medico non basta: il modo migliore è abituarsi a misurarla anche a casa, in modo standardizzato, e annotare i valori.
Gli esami del sangue sono il secondo pilastro. I principali parametri da controllare in ottica cardiovascolare sono:
- colesterolo totale, HDL (“buono”), LDL (“cattivo”) e trigliceridi;
- glicemia a digiuno ed eventualmente emoglobina glicata (HbA1c);
- funzionalità renale (creatinina) ed eventualmente esame delle urine.
Sono tutti compresi nelle analisi del sangue del centro. Va ricordato che, come abbiamo spiegato nell’articolo su come leggere correttamente il referto, un singolo valore fuori range non significa quasi mai un problema in sé: vanno letti tutti insieme, e nel contesto della persona.
Per la maggior parte degli adulti senza fattori di rischio noti, un controllo di pressione e di un profilo lipidico-glicemico ogni qualche anno è già una buona base. In presenza di fattori di rischio o di familiarità, i controlli vanno fatti più spesso e completati con una valutazione cardiologica.
La visita cardiologica: cosa comprende davvero
Quando i fattori di rischio sono presenti, quando compaiono sintomi (anche apparentemente vaghi, come una stanchezza inspiegabile, fiato corto durante sforzi che prima si gestivano senza problemi, palpitazioni, dolore o oppressione al petto, gonfiore alle gambe), o quando semplicemente è arrivato il momento di un controllo dopo i 40-50 anni, la visita cardiologica è lo strumento giusto per avere un quadro completo.
Al Centro Medico Major la visita cardiologica include, in un’unica seduta, due esami fondamentali:
- l’elettrocardiogramma (ECG), che registra l’attività elettrica del cuore e permette di rilevare alterazioni del ritmo, segni di sofferenza coronarica e molte altre informazioni preziose. È un esame indolore, non invasivo e rapidissimo;
- l’ecocardiogramma colorDoppler (ecografia del cuore), che utilizza gli ultrasuoni per visualizzare il cuore in movimento, valutarne dimensioni e forma, la forza di contrazione, lo stato delle valvole e il flusso sanguigno al loro interno. È un esame chiave per capire come il cuore sta lavorando concretamente, e per identificare alterazioni che l’ECG da solo non può vedere.
La combinazione visita + ECG + ecocardiogramma fornisce, in un solo appuntamento, un’immagine completa della struttura e della funzione cardiaca. È un livello di approfondimento che, fino a qualche anno fa, richiedeva due o tre passaggi separati in centri diversi.
A seconda del quadro, il cardiologo può poi indicare approfondimenti specifici (per esempio un Holter ECG o pressorio per monitorare ritmo o pressione nelle 24 ore, oppure un test sotto sforzo): in questi casi imposta direttamente il percorso più appropriato.
Le carotidi: lo “specchio” delle coronarie
Esiste un esame che, nel quadro della prevenzione cardiovascolare, gioca un ruolo particolarmente interessante: l’ecocolordoppler dei tronchi sovraortici, ovvero l’ecografia delle arterie carotidi al collo. Le carotidi sono, in un certo senso, “lo specchio delle coronarie”: le condizioni delle arterie del collo riflettono in buona parte lo stato delle arterie di tutto il corpo, comprese quelle che irrorano il cuore.
L’ecocolordoppler permette di misurare lo spessore della parete arteriosa e di identificare eventuali placche aterosclerotiche, fornendo informazioni preziose sul rischio cardiovascolare globale. Le linee guida non lo indicano come esame di screening universale, ma in presenza di più fattori di rischio o quando il cardiologo lo ritiene utile, fornisce un’informazione che può modificare in modo significativo le scelte di prevenzione.
Al Centro Medico Major l’ecocolordoppler dei tronchi sovraortici, insieme all’ecocolordoppler vascolare di aorta addominale e arti inferiori (utile, ad esempio, per la diagnosi precoce dell’aneurisma dell’aorta addominale o dell’arteriopatia periferica), viene eseguito con l’ecografo Esaote MyLab9 eXP, ad alta definizione, con la stessa qualità di immagine descritta nell’articolo dedicato all’ecografia come strumento di prevenzione.
Il certificato medico sportivo: un’occasione di prevenzione
Un’occasione di prevenzione spesso sottovalutata è il certificato medico sportivo non agonistico, richiesto per la pratica di molte attività sportive. Più che una formalità burocratica, è un’opportunità di controllo: una visita medica con ECG che permette di intercettare alterazioni cardiache che, in soggetti che si apprestano ad aumentare il livello di attività fisica, è importante conoscere. Il certificato medico sportivo non agonistico con visita + ECG è disponibile al Centro Medico Major, viene eseguito da un cardiologo ed è un’occasione ottima soprattutto per chi non ha più fatto un controllo cardiologico da molti anni.
Lo stile di vita: la metà invisibile della prevenzione
Sarebbe disonesto parlare di prevenzione cardiovascolare senza ricordare ciò che pesa di più, anche se è il pezzo meno “medico” del discorso. Gli esami misurano lo stato delle cose; lo stile di vita è quello che lo costruisce nel tempo. I pilastri sono noti, ma vale la pena ribadirli senza moralismo:
- un’alimentazione equilibrata, ricca di vegetali, legumi, pesce, cereali integrali, povera di sale, di zuccheri aggiunti e di grassi saturi. Quando il rapporto con il cibo è disordinato o il peso è un problema, il supporto di un professionista fa la differenza, come abbiamo descritto parlando di quando rivolgersi a un nutrizionista;
- l’attività fisica regolare, anche moderata: il movimento costante è uno dei fattori a maggior impatto positivo sul rischio cardiovascolare;
- l’astensione dal fumo;
- un consumo molto contenuto di alcol;
- una gestione attiva dello stress e attenzione al sonno.
Sono cinque punti che chiunque ha già sentito decine di volte, ma il loro effetto combinato, nel lungo periodo, è tra le cose più potenti che la medicina moderna conosca.
Quando rivolgersi al cardiologo
Vale la pena prenotare una valutazione cardiologica quando:
- compaiono sintomi sospetti: dolore o oppressione al petto, fiato corto inusuale, palpitazioni, capogiri ripetuti, gonfiore alle gambe, stanchezza che non si spiega;
- hai più fattori di rischio (ipertensione, colesterolo alto, diabete, fumo, sovrappeso, sedentarietà) o una familiarità per malattie cardiovascolari precoci;
- hai superato i 40-50 anni e non hai mai fatto un controllo cardiologico completo;
- stai per iniziare o riprendere un’attività fisica più impegnativa dopo anni di inattività;
- una donna sta affrontando o ha completato la menopausa, fase in cui il rischio cardiovascolare femminile aumenta;
- ti è stato prescritto un certificato medico sportivo.
In presenza di sintomi acuti e gravi, come dolore toracico intenso, fiato corto improvviso, perdita di coscienza, la valutazione va richiesta in urgenza immediata.
Per prenotare una visita cardiologica con ECG ed ecocardiogramma, un ecocolordoppler vascolare o gli esami del sangue al Centro Medico Major, contattaci direttamente oppure prenota su MioDottore. Puoi conoscere prima il nostro team sanitario per scegliere lo specialista più adatto al tuo percorso.